“I 59 lavoratori della casa di cura Cherubini non saranno abbandonati a loro stessi”. E’ il risultato dell’’incontro che si è tenuto oggi nella sede della Regione Toscana, presente la Asl 10 di Firenze, il Comune e la Provincia di Firenze.
“Qualora non si riesca a trovare una nuova sede per proseguire l’attività della casa di cura Cherubini –dicono Andrea Morandi, segretario regionale Fp-Cisl e Cristina Benedetti, della Fp-Cisl di Firenze- l’accordo che è stato trovato in Regione impegna a ricollocare tutti i lavoratori della casa di cura stessa (39 sanitari e 20 amministrativi) nell’ambito del sistema socio-sanitario dell’area fiorentina.”
“E’ un risultato importante e positivo perché salvaguarda i posti di lavoro e consente di utilizzare le competenze e le professionalità dei lavoratori sempre nel sistema sanitario creando così una nuova importante risorsa per l’intero sistema.”
“Riaprire immediatamente i tavoli concertativi per le problematiche legate alla sicurezza e salute sul lavoro in merito ai cantieri dei 4 nuovi ospedali toscani e a quelli del tratto appenninico dell’A/1”. A chiederlo è Domenico Badii, responsabile sicurezza della segreteria regionale toscana della Cisl.
“Per i cantieri appenninici della Tav –dice Badii- vista la criticità dell’opera in grandissima parte in sotterranea, si era aperto un tavolo di confronto che aveva portato a definire, prima del primo colpo di piccone, tutte le procedure di sicurezza. E quell’opera ha avuto, nel tratto toscano, un numero di infortuni di gran lunga al di sotto della media.”
“Si è cercato di fare altrettanto con i 4 nuovi ospedali da realizzare in Toscana, ma i tavoli concertativi tra organizzazioni sindacali, Regione, Asl interessate e parti datoriali, sono stati interrotti e non hanno prodotto esiti. Un percorso analogo era stato ipotizzato anche per i cantieri appenninici dell’A/1. Ma anche in quel caso il tavolo non è stato più riconvocato.”
“Oggi siamo a piangere un morto su un cantiere dell’A/1 e a sperare che un ferito gravissimo nel cantiere dell’Ospedale di Prato non abbia conseguenze permanenti.”
“Crediamo sia opportuno non perdere più tempo, riaprire i tavoli di concertazione, e arrivare a definire nel dettaglio tutti gli aspetti della sicurezza in questi cantieri. Diversamente potremmo aspettarci solo nuovi incidenti.”
Dopo un'intera giornata, ieri sera è saltata la trattativa tra le federazioni sindacali di categoria del settore trasporti regionali e delle aree interessate (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa e Ugl) e la nuova azienda Tiemme, destinata ad aggregare in un unico soggetto le aziende del trasporto pubblico di Arezzo, Siena, Grosseto e Piombino.
Le aziende che dovrebbero confluire nel nuovo soggetto (Rfi, Train, Rama e Atm) avevano preso precisi impegni in merito ai livelli occupazionali, contrattuali e salariali dei lavoratori. Impegni che -denunciano i sindacati- ieri Tiemme ha cercato di disattendere, a meno di 15 giorni di distanza dal verbale sottoscritto il 15 luglio, adducendo motivazioni piuttosto generiche (la crisi internazionale, la manovra del governo, etc.) per puntare a comprimere salari e diritti dei lavoratori, piuttosto che procedere verso quelle economie di scala che l'aggregazione aveva fatto sperare e che si tradurrebbero, ad esempio, in una riduzione degli sprechi e delle poltrone inutilmente occupate.
Leggi il comunicato stampa unitario di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa e Ugl
Soddisfazione della Cisl toscana per la sentenze della Corte costituzionale che ha dichiarato inammissibile e non fondato il ricorso del Governo contro la Legge regionale sull’immigrazione
“Si tratta di una legge di civiltà –dice Domenico Badii, della segreteria della Cisl toscana- che connota la nostra regione come una terra accogliente per gli immigrati che vogliono vivere e lavorare in Toscana, rispettando le regole e integrandosi con gli altri cittadini. Una legge che la Regione aveva varato con il pieno accordo dei soggetti sociali della nostra regione. La decisione della Consulta riconosce il pieno diritto della Regione Toscana di definire una normativa che punta a favorire positivamente l’integrazione e la convivenza tra vecchi e nuovi toscani.”
“Con lo sciopero di oggi i lavoratori della Lucchini e di tutta la Toscana chiedono certezze sul futuro di questo importantissimo impianto, che deve restare punto fermo dell’industria piombinese.”
Così il segretario generale della Cisl toscana, Riccardo Cerza, interviene a sostegno dello sciopero di 3 ore, dalle 9 alle 12 di stamani, dei lavoratori dello stabilimento, con manifestazione davanti alla direzione della fabbrica.
“Certezze –prosegue Cerza- che debbono venire innanzitutto dalla proprietà, che deve fare chiarezza sulle proprie intenzioni, sull’azionariato e sugli impegni di investimento. Ma un impegno in questo senso deve venire anche dalla Regione e dal Governo, visto che stiamo parlando del secondo polo siderurgico italiano.”
“Piombino ha una importante tradizione nell’industria pesante dell’acciaio che non va dispersa; anzi la Lucchini deve essere il punto centrale della filiera dell’acciaio sul nostro territorio. Se il futuro della Toscana è nel manifatturiero, come noi abbiamo sempre sostenuto e come ha detto di credere anche il Presidente Rossi, non possiamo perdere la Lucchini.”
Dichiarazione del segretario generale della Cisl toscana, Riccardo Cerza
“Il Presidente della Regione, Enrico Rossi, fa bene quando, come ha fatto, annuncia anche in Toscana lotta agli sprechi e ai carrozzoni, riorganizzazioni e razionalizzazioni mirate all’efficienza e al risparmio, andando nella direzione indicata dalla manovra e chiesta da tempo dalla Cisl.”
“Fa bene quando, con tutte le altre Regioni, chiede che ci sia equità nella distribuzione del peso della manovra tra Stato centrale e Regioni e autonomie locali, e che i tagli non siano indiscriminati e orizzontali, ma tengano conto delle differenze e del diverso grado di virtuosità delle Regioni.”
“Rischia però un passo falso se si unisce ad una manifestazione come quella della Cgil di domani, perché si incanala nel flusso di chi sa solo dire no, della protesta fine a sé stessa, di chi non ha il coraggio della responsabilità e della proposta. Un coraggio che oggi, di fronte alla virulenza della crisi è quanto mai indispensabile e che tutta l’Europa sta mettendo in campo. Tutta l’Europa senza la Cgil.”
Dichiarazione del segretario generale della Funzione Pubblica Cisl della Toscana, Andrea Morandi, in merito alle dichiarazioni rilasciate oggi dal Presidente della Regione, Enrico Rossi, sulla manovra del governo e un piano straordinario di riorganizzazione contro sprechi e inefficienze
“L’impegno assunto dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, a fronte della dura manovra del governo, di predisporre un piano di riorganizzazione anche nella Regione Toscana contro sprechi e inefficienze è un fatto davvero nuovo e positivo. Questa è la sfida per trovare nuove risorse, per migliorare i servizi ai cittadini e, aggiungiamo noi, per pagare meglio i lavoratori. La Funzione Pubblica Cisl da tempo chiede proprio questo e quindi propone da subito al Presidente Rossi di aprire un tavolo con Regione, Anci, Province, per dare concretezza a questo impegno.”