“Un provvedimento importante, tanto più utile dopo la crisi occupazionale degli ultimi due anni che ha visto le donne tra i soggetti più colpiti.” E’ il commento della Cisl toscana al Patto per l’occupazione femminile, sottoscritto stamani in Regione.
“Tra i tanti, positivi, interventi previsti dal Patto –dicono Ciro Recce, segretario generale aggiunto della Cisl toscana e Silvia Russo, responsabile regionale del coordinamento donne Cisl- vanno sottolineate in particolare le misure a sostegno del part-time, ovviamente di quello volontario, che ha contribuito in modo forte a dare slancio all’occupazione femminile, come dimostrano i dati Istat. In Toscana, dal 1993 al 2008, prima cioè del tracollo della crisi internazionale, il contributo del part-time è stato infatti determinante in tutte le classi di età nell’innalzare il tasso di occupazione tra le donne.”
Per le donne tra i 15 e i 29 anni il ricorso al part-time è aumentato del 3,4% (contro un calo dell’indeterminato full time dell’8% e dell’indipendente dell’1,7% e un aumento del temporaneo del 9,5%; per le donne tra i 30 e i 49 anni il part-time è aumentato dell’11,3%, a fronte di un –1,6% del tempo pieno indeterminato e di un aumento del lavoro temporaneo del 6,2% e dell’autonomo dello 0,7%. Per le 50-64enni infine l’occupazione part-time è aumentata del 5,2% contro un aumento del 7,6% del tempo indeterminato full time e dell’1,2% dell’autonomo e dell’1% del lavoro temporaneo.
“Nei paesi più avanzati dell’Europa l’istituto del part time è molto diffuso –dicono Recce e Russo-. Mediamente vi fanno ricorso 2 donne su 4, contro l’1 su 4 dell’Italia. In questi paesi i tassi di occupazione femminile sono molto alti, fino a toccare punte del 70%, mentre in Italia siamo ancora al 46%, ben al di sotto degli obiettivi di Lisbona. Lo strumento che nell’immediato può dare risultati quantitativamente e qualitativamente più tangibili per aumentare il tasso di occupazione femminile è proprio il part time. Aumentare la possibilità per le donne di trovare un lavoro part-time, come punta a fare il Patto firmato oggi, significa offrire loro un’opportunità in più di occupazione e di migliorare la loro qualità di vita, facilitando la conciliazione dei tempi di lavoro con quelli della famiglia.”